Gesù Bambino e la crisi del cristianesimo

postato da woodstock65 [20/12/2009 11:29]

Per anni mi sono domandato cosa spingesse la fede che quasi naturalmente e in forma molto intensa si caratterizza nei bambini fino ai 7-8 anni e che nell'adolescenza e man a mano nell'età matura va via via scemando, facendo diventare il ruolo della chiesa secondario e comunque non influente nella propria vita e nella propria quotidianità.

Da Ateo, mi sono sempre posto domande sui meccanismi religiosi, su come nascono si evolvono a volte muoiono o si incarnano in una cultura, ma è curioso notare come spesso ciò che ne determina la morte non è dato da fattori esterni alla religione come si potrebbe a primo avviso pensare, sempre lì pronti a minare la fede di ignari cattolici osservanti, quanto piuttosto azioni della chiesa stessa o più precisamente che nascono all'interno del contesto religioso,  che alterano degli equilibri di fiducia tra il fedele e la chiesa stessa.

In primo luogo è il sentimento verso figure religiose tipo Santa Lucia o Gesù bambino o anche spesso di tradizione laica, come babbo natale o la befana, ma comunque cristianizzate; fanno il primo mattone che la nostra educazione utilizzerà per staccarsi dai valori che con precisione quasi maniacale ci vengono indotti da prassi quali le messe, la catechesi, la scuola ecc.

Il meccanismo è semplice, nei primi anni di vita, la società, ma anche la chiesa stessa costruisce intorno alle figure sopra citate un alone mistico-religioso che rende fantastico l'approccio alla fede magnificata non solo dai doni, ma dalla bontà e generosità dei soggetti. Tutti questi valori importanti, che dovrebbero appartenere a ogni singolo essere umano indipendentemente dalla religiosità, come patrimonio personale da vivere e conservare nella propria identità, vengono invece  trasferiti a queste figure. La rappresentazione del dono come risultato del professare un buon comportamento o l'atto punitivo del carbone come rappresentazione  del suo opposto, viene imputata a queste figure, rimuovendo i genitori da tale responsabilità e non solo, anche dai benefici di essere loro i "benefattori-educatori" nei loro confronti.

Ma cosa succede quando la credenza sparisce? Dove vanno tutti questi valori? Che tradimento sente un bambino, quando capisce che ha ringraziato per tanti anni le persone sbagliate e i genitori che stavano nell'ombra venivano disattesi del loro ruolo non solo di genitori generosi accuditori dei propri figli, ma anche di responsabili del loro ruolo educativo?

E' questo il punto critico di questo aspetto religioso, quando in un momento importante dell'identità del giovane viene tradito e sparisce dalla propria vita, lasciando come unico riferimento dei genitori il più delle volte impreparati a gestire un ruolo per tutti quegli anni demandato a delle figure inesistenti.

Questo è il primo punto in cui, i propri figli perdono dei riferimenti educativi, che in parte rimarranno nella religiosità, ma che quando anche questa perderà forza svaniranno dal tutto rendendoci mostri sociali caratterizzati da intolleranza verso il prossimo, egoismo e superficialità.

La moralità è una caratteristica che dovrebbe appartenere a tutti, la religione non dovrebbe mai e poi mai diventare la tenutaria di questi valori in modo esclusivo, la proprietà di ciò è di se stessi non di altri soggetti e non deve essere condizionata a premi, ricatti e tutto ciò che troppo spesso ci si attacca per scaricare delle responsabilità che non riusciamo a gestire.






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