Puntate Precedenti: 1^ Puntata 2^ Puntata ... alla voce di Francesco, Woody ebbe un tremito, che iniziò prima dagli arti inferiori e in pochi attimi salì lungo tutto il corpo, non fece neppure in tempo a premere il pulsante rosso vicino al letto del proprio amico, che venne anticipato da un allarme automatico proveniente dall'apparecchiatura di controllo.... Pochi attimi e nella stanzina di monitoraggio si precipitarono 4 enormi paramedici, uno di loro fece cenno a Francesco di uscire, e mentre gli altri lo immobilizzarono con fermezza, l'ultimo con un enorme siringa inietto un potente sedativo immobilizzante a Woody. L'effetto fu pressoché istantaneo, curiosa fu la posa che gli si fissò in seguito all'effetto del farmaco, lo sguardo terrorizzato e vitreo e l'indice della mano destra,entrambi puntati verso la sedia, occupata fino a pochi attimi prima dall'amico. Francesco si fermò per qualche istante dietro l'ampia vetrata ad osservarlo preoccupato... socchiuse per qualche istante gli occhi, chinò la testa e si avvio verso casa. Era ormai notte, la strada era percorsa da un vento gelido proveniente da nord, alzò il bavero della giacca e gli si strinse intorno, cercando di tenere aggrappato a se gli ultimi cenni di calore del proprio corpo. Percorse ad ampi passi il lungo viale verso casa imprecando per l'abbigliamento troppo leggero per quella fredda giornata di aprile. Entrò nell'enorme portone del vecchio palazzo del centro spingendolo con la spalla e con 4 salti percorse il piano di scale, senza dimenticarsi del consueto gesto del medio alzato, verso la porta della signora Maria, l'antipatica vicina, nonché temibilissima padrona di casa. Si preparò un enorme caffettiera e mentre ne attendeva l'esito, si spoglio degli abiti umidi e infreddoliti indossando immediatamente un vecchio pigiamone di flanella che teneva per i momenti disperati della sua solitaria vita domestica. In fondo alla stanza il computer, che stava utilizzando Woody, era ancora acceso. Timidamente Francesco si avvio verso la postazione, e uno sguardo di tristezza gli comparve sul viso, Word era aperto e sul documento in primo piano sullo schermo si poteva leggere a chiare lettere "Il Silenzio dei deficienti", inizio timidamente la lettura, senza evitare quel senso di disagio per la violazione della privacy del proprio amico infermo. La bocca di Francesco inizio a leggere con un filo di voce: - "Francesco dobbiamo trovare l'ispirazione!" - "ahhh la trovi in basso a sinistra sotto il mobile dell'ingresso" Oddio! Disse Francesco, gli scoppiò una risata. - "Quel maledetto bastardo! Sta scrivendo una storia reale." Ritornò a leggere rapidamente. Il suo viso scorreva da sinistra a destra, con gli occhi fissi sul monitor e un leggero cenno di sorriso sulle labbra. Ad un tratto il viso di Francesco iniziò a impallidirsi, quando iniziò a leggere: "Evitava con cura gli escrementi dei cani disseminati sull'asfalto" per diventare totalmente bianco e con gli occhi sbarrati quando lesse: "Pochi attimi e nella stanzina di monitoraggio si precipitarono 4 enormi paramedici" " Porca putt...." In quel mentre il fischio della caffettiera nel silenzio della stanza, gli fece quasi beccare un infarto. Si stacco dal computer camminando all'indietro ripetendo tra se e se: - "Impossibile! Impossibile!" Spense la caffettiera. "Come diavolo poteva aver scritto quelle cose" pensò! La schiena appoggiata alla credenza di cucina lo sguardo fisso sul computer e anche se il profumo di caffè inebriava la stanza, l'atmosfera all'interno dell'appartamento era tutt'altro che amichevole. Come in un thriller di tutto rispetto, la porta del bagno iniziò a cigolare e un aria gelida riempì in un istante l'ampio salone del soggiorno. "Deve essere stato il gatto pensò" rassicurandosi tra se e se annuendo con la testa, accennando pure un sorriso di soddisfazione per la brillante intuizione. "Che sciocco!" sorrise nuovamente pensando all'inutile panico che si stava mettendo addosso, ma non durò che pochi secondi.... Sbarro gli occhi! "Ma cazzo io non ho mai avuto un gatto!....." Scoppio a ridere e si disse a voce alta e facendo schioccare le dita:- "Ahhh quel maledetto cane!" Il sorriso scomparse e il terrore gli si riaffiorò sul viso quando pensò:- "Ma io non ho mai avuto un cane!" In pochi attimi tutta la sua vita gli passò davanti, pensando a tutte le volte che si era rifiutato di inserire nella sua vita solitaria un animale domestico, adesso in quella situazione sarebbe sicuramente stato utile e invece...." I pensieri correvano veloci...... Continua
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