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1^ Parte
2^ Parte Si avviarono verso l'ascensore, lui il capo chino tale da farlo sembrare un condannato a morte, lei con lo sguardo teso verso l'alto e gli occhi di ghiaccio mettevano in evidenza i lineamenti di un boia. L'aperitivo Il raffinato salone del ricevimento già brulicava di ospiti, tutti a piccoli gruppetti e tutti con stampato il caratteristico sorriso aristocratico. Mic avvertiva già un certo disagio, lui era un tipo sportivo alla mano, un ragazzo di provincia anche se nato e vissuto in una delle più grandi città del sud italia. Non era certo il suo ambiente, ma si rassicurò quando vide lo sguardo di lei illuminarsi di un sorriso in pefetto stile Ava Gardner. Prese coraggio e disse :- Amore non lo trovi magnifico? un leggero sbuffo di aria usci dalle narici di lei, atto a mettere in evidenza un certo disappunto e girando gli occhi prima verso l'alto e poi da un lato sussurrò :- e tu cerca di non farmi fare brutte figure. Mic riabbassò lo sguardo in un incondizionato segno di resa. Il cameriere non tardò ad arrivare, un fisico perfetto statuario, la carnagione scura e gli occhi neri, tipici della gente del luogo, ma uno sguardo che evidenziava una cultura superiore sicuramente acquisita in un college inglese. Con un accenno di sorriso e piegando leggermente la testa da un lato disse: -Madame? Posso offrirle qualcosa di speciale, oggi i nostri ospiti hanno particolarmente apprezzato l'aperitivo della casa, desidera assaggiarlo? Lei riprese esattamente il suo gesto accentuandolo leggermente, giusto quel tanto da sottolineare l'agio alla quale era stata posta dalla figura di lui, contemporaneamente si frappose tra il camerire e mic, con la voluta intenzione di mettere quest'ultimo in secondo piano e disse: - ne sarà un onore, ma basta poco poco gli alcolici mi fanno andare in tilt. Gli occhi dei due si incrociarono per alcuni istanti e fu come se l'universo per un attimo avesse bisogno di riprendere fiato. Poi la professionalità prese il sopravvento:- E lei signore? Piegandosi da un lato per cercare di scavalcare la figura di lei che faceva da paravento. Mic cercò lo sguardo di lei alla ricerca di un segno di consenso, che ovviamente non ci fu, riabbassò gli occhi e concluse la discussione con:- nulla grazie va benè così. Di lì a poco si presentò una cameriera con fare molto più spicciolo che metteva in evidenza una contraddizione di stile rispetto al giovane che aveva preso l'ordinazione. Si portò l'aperitivo alla bocca e con brevi sorsi intervallati da un ritmo regolare lo finì in pochi attimi, si allontano con estrema delicatezza il calice dalle labbra e con le palpebre ancora semichiuse lo posò sul vassoio del primo camerire che stava transitando vicino alla coppia. La sala cominciava a diventare deserta, la maggior parte degli ospiti stava prendendo posto nella spettacolare sala da pranzo dell'hotel e si resero subito conto che si stavano attardando. La sala da pranzo era un enorme stanzone con ampie vetrate che guardavano alla spiaggia, l'arredamento di legno pregiato in stile moresco, gli enormi lampadari a goccia e il pavimento in pietra rosa proiettavano un atmosfera in stile caraibico dei primi del 600. La coppia entrò nella sala e il tipico brusio del cacchierio dei commensali in attesa delle pietanze andò via via scemando al loro passaggio. Mic già vedeva da lontano il tavolo che era stato allestito per l'occasione, il maitre aveva fatto proprio un ottimo lavoro! Le orchidee erano magnifiche sfoggiavano maestose dal centro del tavolo, per riprendersi verso il soffitto attraverso l'angolo della stanza fino a ricadere dai rispettivi lati, in un carnevale di colori che avrebbe fatto palpitare il cuore della più insensibile delle signore in quella sala. A pochi metri del tavolo lei si arrestò. Fisso per qualche attimo quel gioco di fiori, alzò il labbro sinistro che delineva il tipico segno di disgusto e disse:- Ho sempre odiato le orchidee. Ma amore risponde Mic, sono anni che periodicamente te ne porto in omaggio e sinceramente mi sembrava tutt'altro e perchè non me lo hai mai detto? Lei si voltò vero di lui con sapiente calma che sottolineava ancor di più tutto il suo disappunto e con uno sguardo di superficialità disse:- Avresti dovuto accorgetene da solo! Termino la frase con una smorfia. Continua....
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