Le occhiaie profonde dilaniavano i lineamenti puerili del suo viso mettendo in evidenza il suo sguardo sofferente, gli occhi brillavano di una luce fioca e le pupille ristrette come fossero colpite da una luce abbagliante sembravano due punti neri nell'universo della sua follia. Le labbra si mossero sensibilmente quasi a voler pronunciare qualche sillaba, ma la malattia che lo divorava da tempo gli avrebbe impedito per sempre di parlare. Si volto di scatto verso la porta aperta del bagno alla sua sinistra, sulla parete di piccole piastrelle bianche uno specchio ingiallito rifletteva il suo viso vitreo, le rughe risaltavano alla luce gelida della lampada alogena, portandolo avanti negli anni. Sbarro gli occhi! E disse:-"Cazzo che tardi devo andare a lavorare" Scosse la testa per scrollarsi di dosso quel ruolo da deficiente, si passo le mani sul viso, per rivitalizzarlo da quella posa idiota da attore di film horror anni 80, e come di incanto tutto riprese subito il suo colore naturale. Il suo sguardo assunse un aspetto compiaciuto, indossò la giacca migliore prese gli oggetti personali dalla consolle dell'ampio soggiorno in stile e con cura li ripose ordinatamente nelle tasche. L'ampio specchio dell'ingresso metteva in evidenza un uomo forte e determinato, mosse il viso delicatamente a destra e sinistra accarezzandosi con la mano quasi ad ammirare la sua ostentata sicurezza e la sua mascolina virilità, una veloce sistemata al nodo della cravatta un cenno di sorriso e si avvio verso la porta di uscita....