Un mondo a misura d'uomo

postato da woodstock65 [24/04/2008 12:45]

Un mondo a misura d'uomo

In che mondo viviamo? Ci piace veramente? Sentiamo veramente che si è costruito a misura d'uomo?

Quanto il nostro ambiente si è evoluto in meglio?

Intorno all'essere umano in questi ultimi decenni c'è stata una trasformazione dell'offerta di beni e servizi finalizzati a renderci lo scorrere della vita più facile e piacevole.

Ma quanto è vero ciò?

Quanto in realtà l'uomo riesce veramente a beneficiare di tutte queste cose, quanto in questa analisi è spesso solamente una percezione mentale piuttosto che reale?

Probabilmente molti di noi si sentirebbero spaesati senza il proprio cellulare, o senza poter accendere il proprio pc e collegasi a internet, o guardare la televisione o prendere la propria auto e spostarsi di qualche centinaio di km, o prendere un aereo e cambiare continente.

Eppure la storia dell'uomo ha milioni di anni, quanto era diversa per uno di 20 anni fa o di 50 o di 1000? Che idea o meglio che modello abbiamo di un uomo vissuto in una dimensione diversa della nostra? Spesso il modello che ci creiamo nella nostra testa, stimolati anche dalla medianicità di questa modernità, è di un uomo a cui mancavano delle cose e il primo pensiero che ci appare è che noi siamo molto fortunati... ma siamo sicuri che sia veramente così? Non abbiamo forse perso la nostra dimensione e quello che tante volte sembra un comodità di fatto è diventato un vero e proprio esproprio della nostra esistenza?

Perchè parlo di percezione e non di realtà? Il discorso è molto semplice,la nostra percezione dei bisogni non è data dalla nostra reale esigenza, ma da ciò che la stessa tecnologia offre.

Sarebbe come dire che io sono triste perchè non ho le possibilità economiche per comprarmi una navicella spaziale, potete capire da soli che questo potrebbe essere un problema di un uomo del futuro e non del presente, magari chissà quante persone nel 2078 vivranno la frustrazione perchè non potranno comprarsi la navicella euro 784, al pari di quelli di oggi che non arrivando alla fine del mese, devono andare in giro con la vecchia panda euro 0.

Infatti nessuno di noi vivrà almeno per il momento la frustrazione di non potersi comprare un monopattino spaziale o l'ultimo modello di massaia robotizzata.

Cambiano i tempi, cambiano i beni, ma le percezioni sono le stesse, quindi quanto bisogno c'è di costruire bisogni che di fatto non possono essere soddisfatti dalla globalità delle persone?

Questa potrebbe essere la domanda prima che verrebbe da porsi, viene da se che la risposta la troviamo nei meccanismi economici, che fanno si che si sviluppi questo meccanismo a vite senza fine.

Ma la questione che vorrei affrontare con quelli che si sono presi la briga di leggere fino a qui non è tanto legato a questo aspetto, ma al fatto che tutta questa illusione non fa altro che distrarre l'essere umano dai reali bisogni, gettando gran parte delle persone nello sconforto, proprio per il fatto che i bisogni sono stati dirottati verso qualcosa che non è proprio a misura d'uomo.

L'essere umano si concentra su cose che alla fine lasciano il tempo che trovano, distoglie la propria esistenza dai reali bisogni della vita, e drasticamente a questo si aggiungono gli effetti collaterali come l'impatto ambientale e le condizioni di stress.

La cosa ancor più grave è che questi aspetti degenerano sempre più, man a mano che le nuove generazioni si affacciano alla vita.

E così oggi le piazze, che una volta erano ricolme di persone, che dialogavano e si scambiavano saluti, sono riempite di auto con persone al limite della sopportazione, indispettite dalla presenza degli altri e al limite dell'esaurimento.

Ogni giorno si lavora più freneticamente, gli strumenti accelerano e semplificano il lavoro, ma alla fine la quantità richiesta è enormemente più elevata, peggiorando di fatto le cose.

E' come dire che il prezzo per ottenere tutto ciò alla fine sta superando il limite tollerabile dall'essere umano.

Ora sarebbe da capire se potrebbe essere utile un inversione di tendenza, riuscirà l'essere umano a riportare le condizioni dell'uomo a una vivibilità accettabile? Qui non si tratta solo di tecnologia, si tratta di dimensione, fino a quando si sarà in grado di tollerare ciò? ... e Infine, è possibile ristrutturare la nostra società in modo che il modello economico possa veramente essere uno strumento per soddisfare "veramente" i bisogni, piuttosto che essere uno strumento che li accechi?

Conto molto su una serie di interventi, in modo da costruire un nuovo post che possa inglobare anche le vostre opinioni.

Aggiungo un'altra domanda a chi ha voglia di rifletterci (io l'ho fatto ma per il momento lo tengo in riserva), perché per un minimo miglioramento della vita l'incremento di produttività deve essere molto più elevata?






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